In questo intervento parliamo di previdenza complementare, cioè integrativa di quella pubblica gestita dall’INPS, cui i lavoratori dipendenti possono volontariamente iscriversi: la prima domanda,  ovvio è se conviene farlo oppure no !

Intanto, ogni lavoratore deve essere conscio di ciò che potrà essere il suo futuro pensionistico, dopo le riforme che si sono susseguite nel tempo: soprattutto, la riforma “Dini” e quella “Monti”, ma in mezzo ci sono state altre misure intraprese (destinazione Tfr, scalini o scaloni) introdotti dai Governi negli ultimi decenni.

I Governi che si sono succeduti hanno spesso dovuto affrontare lo spinoso problema del costo della previdenza pubblica, ma sono i primi responsabili ad avere scelto di affidare ad un unico Istituto l’INPS la spesa pensionistica della maggior parte dei lavoratori, con ciò facendo confluire nella sua pancia tutte le posizioni, comprese quelle degli istituti previdenziali di particolari categorie che non se la passavano bene granché: all’INPS è stato anche affidato il compito di curare l’assistenza sociale, con il che si sono mischiate le pensioni (sostenute dai contributi obbligatori dei lavoratori), con le somme destinate ad aiutare i cittadini in condizioni di difficoltà, il cui ammontare dovrebbe invece essere a totale carico della Stato, quindi della collettività, senza mischiare le due gestioni.

Ogni Governo deve porsi il problema della sostenibilità dell’INPS a lungo termine, soprattutto guardare al problema del calo delle contribuzioni dei lavoratori, che diminuiscono di numero (a causa della disoccupazione crescente), mentre va monitorato il numero dei pensionati e la loro “speranza di vita”; si determinano minori entrate cui comunque occorre fare fronte, a meno di suscitare allarme sociale ed una vera e propria insurrezione nel paese, certamente dei pensionati e di coloro che si aspettano una pensione al termine della vita lavorativa.

Dunque, zero demagogia nel parlare di PENSIONI ed invece parrebbe che su questo tema si facciano campagne elettorali basate sul nulla, solo chiacchiere e promesse che possono avere facile presa sul piano della comunicazione più superficiale…, per chi se la beve.

Poi c’è l’altro tema di CHI guadagna attraverso le POLIZZE ASSICURATIVE PENSIONISTICHE, i cosiddetti PIP (piani individuali di pensione integrativa) che vengono piazzati come rimedio alla bassa futura pensione pubblica, ma sottacendo spesso, o non soffermandosi, sui costi che stanno dentro agli importi pagati dai sottoscrittori (spese di amministrazione, di gestione e sovraccarico dell’utile della gestione per le casse dell’istituto emittente).

C’è di che stare con gli occhi bene aperti! Una delle ultime riforme del sistema pensionistico, nel 2007 ha introdotto l’obbligo per i lavoratori dipendenti di effettuare una scelta di destinazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto maturando) a forme di Previdenza Complementare attraverso 4 modalità: l’adesione ad un Fondo pensione negoziale, Fondo pensione aperto, Polizza individuale PIP, Silenzio assenso.

Non ci dilunghiamo a spiegare i dettagli che bene conoscono i lavoratori più anziani, ma ciò che più importa è che i LAVORATORI PIÙ GIOVANI (lavoratori assunti dopo il 31 dicembre 2006) HANNO L’OBBLIGO ENTRO 6 MESI DI DESTINARE IL PROPRIO TFR, cioè 1. mantenerlo nell’Azienda, 2. destinare l’intero TFR (100%) ad una forma di Previdenza Complementare (non effettuando la scelta il TFR viene conferito al Fondo Complementare pensionistico contrattuale presente).

Sul tema della Previdenza Complementare vigila un Istituto di Garanzia, cioè la COVIP (indirizzo internet http://www.covip.it/ ).

IN POSTE ITALIANE IL FONDO PENSIONE NEGOZIALE È FONDOPOSTE, nato da un accordo sottoscritto tra le Associazioni Sindacali di categoria, fra cui la F.A.I.L.P. CISAL e l’Azienda Poste Italiane S.p.A., che ha un proprio statuto ed un regolamento elettorale, nella sua gestione c’è anche una rappresentanza elettiva di garanzia dei lavoratori.

Conoscere FONDOPOSTE è estremamente importante, sia per la possibilità di scegliere fra le diverse gestioni disponibili quella più confacente, sia per potere accedere alle prestazioni previste.

FondoPoste mette a disposizione il suo sito internet http://www.fondoposte.it/ dove è possibile raccogliere tutte le notizie sul funzionamento, la modulistica, conoscerne le peculiarità,, tutto ciò all’indirizzo internet http://www.fondoposte.it/doc/

C’è anche la possibilità di potere consultare un video di presentazione attraverso il sito web oppure all’indirizzo internet https://www.youtube.com/watch

La F.A.I.L.P. CISAL dà un contributo di assistenza ai lavoratori, attraverso le sue Strutture Territoriali, per ogni necessità o spiegazione sui benefici conseguibili attraverso FONDOPOSTE.

In allegato alcuni documenti esplicativi sulla Previdenza Complementare (c.f.r. doc. allegati)

Previdenza complementare_Adapt

Destinazione TFR 2