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Gli ultimi incontri fra Sindacato e Poste italiane hanno consentito una ripresa – sia pure limitata – del dialogo fra le Parti, ma messo in luce distanze che occorrerà colmare, ricercando le occasioni per eventuali future convergenze.

L’azienda ha inaugurato la ripresa del dialogo a novembre con un’azione che ha fatto presagire l’esistenza di un clima rovente – almeno dentro PCL – tanto che il primo incontro relativo alle azioni organizzative nel comparto pacchi postali è stato calendarizzato sotto la mannaia dell’art. 2 del CCNL , cioè il pensiero societario è stato che volente o nolente << faremo quello che ci siamo prefissi di fare, a prescindere>>.

Da notarsi che proprio sul comparto pacchi è stato il Sindacato a chiedere a Poste italiane maggiore impegno di risorse e marketing, anche attraverso l’internalizzazione dei servizi complementari affidati da tempo a SDA, per avviare un recupero dei volumi lasciati per anni in mano alle imprese private che ne hanno fatto un lauto business.

Il rapido e veloce sviluppo dell’e-commerce ha infatti reso vecchi taluni schemi del marketing su cui si erano adagiata le poste, allorché avevano deciso di ritirarsi dalla competizione nel settore (rammentiamo la chiusura del “Centri Pacchi Postali” ed il trasferimento delle attività a SDA dopo la sua acquisizione).

Acquistare su internet vuole dire servirsi di una piattaforma casalinga vastissima e dotata di molteplici e variegate offerte rivolte sia alla clientela business, sia al consumatore ordinario. Ma la competizione non è solo il prezzo dei prodotti nei cataloghi dei negozi virtuali, bensì anche la loro consegna che ciascuno di NOI desidera rapida, puntuale e certa, ciò che vuole dire qualità nella raccolta e consegna ormai fatte nella stessa sede del venditore, fino a casa dell’acquirente.

I competitors maggiori di Poste italiane sono le aziende private che dispongono di consegne veloci e tempestive, sia al domicilio del compratore, oppure presso diffusi punti di raccolta (logistica di prossimità al domicilio, nei supermercati, nelle edicole, mediante distributori o locker automatici, ecc…).

La rete di distribuzione di Poste italiane deve adeguarsi ad un mercato in forte espansione ed in ciò la figura del PORTALETTERE sta assumendo un ruolo centrale per la sua presenza che dovrebbe mantenersi capillare, anziché diradarsi in macro-zone o recapiti avventurosi a singhiozzo (c.d. giorni alterni).

La presenza di Poste italiane come operatore universale deve mantenersi capillare, anche se i costi sono quelli che sono, ma si tratta del core-business e di un servizio al paese di cui probabilmente importa poco ai nuovi acquisiti nel campo della “Finanza spericolata” che sembra piacere tanto ad una certa parte del nuovo management dedicato: <<piazzare titoli di carta costa meno e rende di più, soprattutto per l’azienda che gode di ampi margini di guadagno che lasciano all’acquirente ogni rischio e scarse remunerazioni, quando a comprare sono cittadini con scarsa conoscenza dell’investment finanziario; ne sono testimonianza i recenti accadimenti che hanno interessato alcuni istituti bancari >>.

E gli stessi risultati della novestrale 2016 di Poste italiane danno il senso dell’attesa che c’è nei confronti del settore Posta, comunicazione e logistica, rimasto indietro rispetto alle maggiori corazzate  delle Assicurazioni e di Mercato privati che continuano ad inanellare risultati soddisfacenti, adeguandosi ai progressi operati CON la digitalizzazione attraverso cui oramai possono essere gestite molte tipologie di servizi.

Ma anche qui si innesta l’altro interrogativo relativo alla sfera del “sociale” e cioè il danno irreparabile che l’uso intenso dei prodotti digitali sta facendo all’economia più tradizionale in cui l’elemento umano era più centrale ed offriva posti di lavoro: chiudono migliaia di negozi (specie quelli piccoli o a conduzione familiare) di fronte alla spinta della grande distribuzione e dell’e-commerce.

Potrà mai esserci un punto di equilibrio? E’ materia della politica e degli amministratori delle città che dovrebbero preservare il tessuto sociale in tutte le sue componenti, ma le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti.

 

IL PUNTO SULLE RELAZIONI INDUSTRIALI,…. LA MARCIA VERSO IL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO

Le ultime riunioni con Poste italiane hanno comportato qualche sfilacciamento di posizioni fra le organizzazioni sindacali e l’azienda, ma le ferma azione della FAILP CISAL, come delle altre OO.SS. più attente ai bisogni dei lavoratori hanno fatto sì che siano state assunte decisioni, che auspichiamo possano portare a concreti risultati.

Il primo punto di attenzione è stato il rinnovo del CCNL dei dipendenti di Poste italiane che dovrà riprendere la sua calendarizzazione e dare frutti – possibilmente entro la fine dell’anno – ma senza rappezzamenti o trascurando temi centrali come gli impatti della riforma del lavoro, l’aggiornamento della Classificazione del personale, la Sanità integrativa, le ricadute dell’ultimo Accordo Confederale sulla Rappresentanza e la Contrattazione, i nuovi trattamenti economici.

Comunque, abbiamo ottenuto un nuovo calendario dei lavori relazionali sui diversi temi all’attenzione delle Parti:

* Posta, comunicazione e logistica con la presenza del responsabile della Funzione: sui processi organizzativi avviati in PCL ed il progetto logistico e organizzativo che l’Azienda intende realizzare nel futuro;

*Mercato Privati su diverse questioni poste dall’azienda (linee evolutive TSC Post Vendita; linee evolutive Servizio Antiriciclaggio; attività di conformità in ambito G.O.; progetto di centralizzazione dei servizi amministrativi fase 1; evoluzione organizzativa Amministrazione e Controllo di AT; Rafforzamento Ref Filatelia) e quelli rilanciati dal Sindacato (consistenze e dinamica degli organici, politiche attive del lavoro, trasformazioni da part-time a full-time, modalità della proposizione commerciale, ecc…)

I prossimi incontri fra l’Azienda ed il Sindacato sono stati calendarizzati per il 28, 29 e 30 Novembre (Mercato Privati, PCL e CCNL) e proseguiranno nel mese di dicembre nei gg. 5, 6, 7, 20, 21, 22 (CCNl ed altre necessità).