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Poste comincia a correre e lo fa per adeguare le strutture di comando alle necessità del nuovo Piano Industriale 2015 – 2019, a dimostrarlo il gruppo di ordini di servizio pervenuti in azienda all’inizio di aprile 2015.

Si tratta di 5 ordini di servizio “pesanti” firmati dall’a.d. Caio, più una nota di servizio a firma del responsabile risorse umane Barbieri, che trattano diverse aree e funzioni di Poste Italiane.

L’ultimo o.d.s. è il numero 17, datato 7 aprile e delinea la struttura di Posta, Comunicazione e Logistica in 17 pagine, partendo dall’ultimo riferimento dello scorso mese di dicembre, elencando le diverse articolazioni e relative responsabilità, rispettivamente: “Qualità” e “Ingegneria ed Operazioni” a Roberto Giacchi, “Marketing” a Mario Tomasi, “Customer Experience e Assistenza Clienti” a Giorgio Gerardi, “H.R. Business Partner Posta, Comunicazioni e Logistica” a Giuliana Procaccini, “Amministrazione, Pianificazione e Controllo” a Lucia Fioravanti, “Normativa” a Giovanni Maria Lione, “Gestione del Fabbisogno Informatico” a Maria Elena Bisogni, “Infrastrutture e Servizi di Supporto” a Roberto Fazi.

Poste, Comunicazioni e Logistica (l’area di business più vicina al core business di Poste Italiane) si dovrà occupare di gestire la situazione dei servizi postali, in vista delle novità che potrebbero arrivare dopo la conclusione della consultazione pubblica avviata dall’A.G.COM. sulla rimodulazione dell’offerta aziendale del traffico postale: sia sul versante della continuità del recapito su 5 giornate, sia dell’eventuale parziale introduzione in una parte del territorio del paese, con minore densità popolativa, del recapito a giorni alterni; ma tale ultima richiesta promossa da Poste Italiane si sta scontrando con il diniego di legittimità della C.E., che difficilmente approverà una limitazione del servizio postale universale in Italia, oltre alle perplessità/negatività suscitate nel sindacato.

A breve perverrà anche il nuovo Contratto di Programma in definizione presso il MI.S.E., dovrà recepire le normative che daranno corso al nuovo servizio postale in Italia, superando quello datato 2009-2011, dopodichè matureranno le prime condizioni di chiarezza che potranno consentire l’avvio del processo di privatizzazione di Poste Italiane (40% ed unitarietà del gruppo Poste) che potrebbe avere inizio entro la fine dell’anno, c’è chi dice a settembre.

Gli ordini di servizio cui accennavamo riguardano la “Segreteria tecnica di gruppo e relazioni esterne” affidata a Paolo Bruschi, la funzione “Affari regolamentari e rapporti con le authority” affidata a Bianca Maria Martinelli, la funzione “Mercato business e pubblica amministrazione” declinando le diverse aree di composizione e l’articolazione organizzativa della funzione “Marketing strategico”.

Le altre novità stanno nella situazione di stallo in cui si trovano alcune iniziative aziendali su cui la stampa italiana ed i media fanno da grancassa, anche grazie alle interviste rilasciate dall’A.D., di cui c’è traccia nello stesso sito web di Poste Italiane.

Il piano industriale del gruppo “Poste 2020” mirerebbe ad effettuare una revisione dei servizi postali per recuperarne in tutto o in parte la profittabilità, ciò a fronte di ristrutturazioni e tagli che dovrebbero comportare il riposizionamento di parte degli occupati, processi formativi di riconversione, oltre all’utilizzazione della finestra degli esodi incentivati volontari; a ciò si accompagnerebbe l’ipotesi di ridurre il numero degli uffici postali e di diminuirne l’orario in alcuni Comuni, per un totale di circa 1 migliaio di interventi.

Al momento tutto apparrebbe fermo in attesa che si sblocchino i rapporti con l’A.G.COM., si attenui l’ipotesi del diniego della Comunità Europea alle riduzioni del S.U. postale in Italia e si possano determinare convergenze su talune ipotesi messe in campo dall’azienda.

In tale “fragoroso silenzio” è piovuta la richiesta della F.A.I.L.P. insieme alle altre OO.SS. di effettuare un incontro con l’Amministratore Delegato del Gruppo (cfr. doc. allegato).

Meglio parlarsi direttamente, per fare chiarezza con i lavoratori.

Lettera unitaria A.D

 

POSTE ITALIANE ENTRA NEL MERCATO DEI FONDI GESTITI.

Il Gruppo Poste ha posizionato il primo tassello di un percorso già illustrato dall’A.D. di Poste Italiane e cioè l’entrata in “Anima Holding S.p.A.” con l’acquisto deliberato dal C.D.A. del 10,3% del suo capitale sociale.

Costerà 210 mln. di euro,  prevede il subentro di Poste Italiane a BMPS nel patto parasociale di governance di Anima ed a detta dell’azienda consentirà al Gruppo di entrare nel mercato dei Fondi Gestiti, una volta conclusa l’operazione dopo le necessarie autorizzazioni.

L’obiettivo di Poste Italiane è di consolidare nel Gruppo esperienze di formazione e supporto delle reti di distribuzione, oltre a contribuire a mettere a punto nuovi prodotti finanziari (Fondi Gestiti) da porre in vendita e da assistere nel post vendita, oltre ad utilizzare le esperienze formative esistenti nel settore.