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Mentre impazza l’eco della questione “lettere civetta” per quanto attiene l’affidabilità del monitoraggio sulla qualità del servizio postale universale nel periodo intorno al 2007 (vedi ns. news dedicata), arriva il corposo documento della Corte dei Conti sul Risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Poste italiane nel 2014.

Il periodo esaminato è a cavallo fra la gestione “Sarmi” e quella del nuovo a.d. di Poste italiane ing. “Caio” nominato dal C.d.A. il 7 maggio 2014; la relazione si sofferma su tutti gli aspetti della gestione del Gruppo Poste (…  Nel corso dell’ultimo decennio il volume dei ricavi totali realizzati dal Gruppo è cresciuto da 16,5 a 28,5 miliardi. A fronte di tale andamento positivo dei ricavi totali la composizione tuttavia risulta modificata: la quota relativa ai servizi postali è scesa dal 31,6 per cento al 14,3 per cento, quella dei servizi finanziari è passata dal 24,3 per cento al 18,8 per cento, l’apporto, invece, del comparto assicurativo è cresciuto dal 42,2 per cento al 66,1 per cento. Appare evidente come il settore della corrispondenza, che presenta cali fisiologici, in Poste italiane negli ultimi anni abbia subito una decisa contrazione, con una flessione che è stata superiore alla media europea. La crescita del fatturato è stata resa possibile grazie alla diversificazione dei business aziendali, anche mediante un forte impulso all’innovazione tecnologica applicata a diverse categorie di servizi. Le azioni strategiche messe in campo sono state favorite dalla presenza di alcune risorse peculiari ed essenziali: la rete distributiva fisica costituita da oltre 13.200 uffici postali diffusi su tutto il territorio e la rete informatica che da un lato accresce il potenziale operativo di quella fisica e dall’altro si pone come piattaforma avanzata per l’erogazione di nuovi servizi. Nell’esercizio 2014 è risultato rilevante lo sviluppo del processo di evoluzione della Società e di trasformazione dell’intero Gruppo Poste Italiane, già avviato a partire dalla trasformazione dell’Ente Poste in società per azioni (1998). A seguito del cambio di vertice deciso dall’Assemblea degli azionisti dopo l’approvazione del bilancio di esercizio 2013, il processo di trasformazione si è intensificato in vista del processo di quotazione…).

La nuova Determinazione della Corte dei Conti è datata 22 gennaio 2016 ed è integralmente visibile all’indirizzo web internet http://www.corteconti.it/export/sites/ consta di 228 pagine redatte dalla “Sezione del Controllo sugli Enti” della stessa, depositata in segreteria il 3 febbraio 2016 e si sviluppa con un approfondito esame della “corporate governance” del “controllo interno e sicurezza”, dei “servizi postali”, “finanziari”, “informativi”, delle “risorse umane”, del “risultato conclusivo” e quindi riporta le considerazioni finali della C.d.C.

Fra l’altro riportiamo: (“E’ pari a 6.123,7 ml il costo del lavoro di Poste italiane s.p.a. in crescita del 3,5 per cento rispetto al trascorso esercizio (5.915,8 ml) per effetto della mancanza di proventi straordinari e del registrato ribasso degli assorbimenti di stime e dei recuperi di costi che hanno generato partite positive di reddito in misura inferiore (-48,2 per cento) rispetto al precedente bilancio. Rimangono invece sostanzialmente stabili le risorse FTE (full time equivalent) impiegate nel corso del 2014, che ammontano a 140.060 contro le 140.977 del 2013 (-0,7 per cento”).

Per un maggiore approfondimento invitiamo tutti a leggere il rapporto che si potrà consultare all’indirizzo web sopra descritto.